Giovanni Frangi, Porto Marghera

11 giugno 2011 Nessun commento

Questo bellissimo quadro di Giovanni Frangi, dal titolo “Porto Marghera”, fa parte del Patrimonio Artistico della Camera dei Deputati. Qui ulteriori informazioni sull’autore.

Porto Marghera: ricordi odierni del passato

3 giugno 2011 1 commento

Breve documentario realizzato da Marco Bertoldo tra le vecchie fabbriche in disuso del porto con narrazione storica in sottofondo.

Godzilla sta arrivando?

28 maggio 2011 Nessun commento


Vi informiamo di questa iniziativa in Piazza Mercato a Marghera prevista per il 4 Giugno 2011, alla quale Portomarghera.org doverosamente aderisce.

Comunicato stampa:
Godzilla è un enorme dinosauro che era ibernato al Polo Nord. A causa delle radiazioni prodotte da recenti esplosioni nucleari e lo scioglimento dei ghiacci si è risvegliato. Investito da una nube radioattiva, ha subito una mutazione genetica divenendo di dimensioni smisurate. Si alimenta assorbendo radiazioni emanate da centrali atomiche, armi ed esperimenti nucleari.
E’ un mostro molto feroce e non tollera che il suo territorio venga invaso, ma non è nemico dell’umanità: però ha compreso le cause della sua mutazione che lo hanno condannato ad un’esistenza dolorosa e senza pace. Così vaga per il pianeta in cerca di sostentamento e si scaglia, accanendosi, contro coloro che individua come responsabili di questa sua condanna e le potenziali cause della sua degenerazione.
L’ultimo avvistamento è avvenuto sulla costa occidentale del Giappone, nei pressi di Fukushima dove avrebbe distrutto 4 centrali nucleari, ma c’è chi giura di averlo visto risalire l’Adriatico. Diversi segnali confermano questa possibilità: alcune petroliere e un’enorme nave contenente soia transgenica dirette a porto Marghera sono state attaccate presumibilmente dal mostro. Le paratoie del MOSE sono state distrutte. Gli scienziati dicono che la mutazione potrebbe aver modificato le caratteristiche del rettile radioattivo che, attirato ora anche da siti altamente inquinati, da centrali elettriche, da industrie chimiche, sembra dirigersi proprio a Marghera. Se ciò fosse vero potrebbe significare un disastro ambientale di enormi proporzioni.
Il ministero della difesa ed i servizi segreti sono già mobilitati per bombardare il rettile e invitano tutta la popolazione a comunicare ogni fenomeno ritenuto anormale. Anche Marina ed Aeronautica sono mobilitati ed in stato d’allerta. Gli scienziati però invitano alla cautela poiché il mostro potrebbe venir rafforzato dagli attacchi. Il governo dichiara: “questo attacco è certamente stato architettato dai movimenti ambientalisti e contro la modernità”.

Si è formata un’unità di crisi che sta valutando tutte le opzioni e di cui fanno parte scienziati di ogni genere. Il loro portavoce dichiara: “Godzilla è il prodotto dell’inquinamento di acqua, aria e terra. L’uomo con l’attività nucleare, petrolchimica, con produzioni energetiche altamente inquinanti e nocive, l’incenerimento dei rifiuti, ha fatto degenerare la natura. Il modello di sviluppo che l’uomo sta portando avanti, nel corso degli ultimi secoli, sfrutta la natura, non più per vivere dei suoi frutti, ma oramai per il profitto, quindi in modo illimitato ed irrispettoso e ciò sta portando dei cambiamenti negli equilibri che permettono la vita in questo pianeta. Godzilla è l’espressione della rivincita della natura sull’uomo e della riaffermazione delle leggi della natura sulle leggi del neo-liberismo”. Affermano inoltre che per fermare il mostro serve cambiare radicalmente modello di sviluppo e consigliano che, se Marghera sarà distrutta, dovremo pensare ad una differente destinazione per quest’area.
Concludono dichiarando che si ipotizza che la prossima tappa di Godzilla potrebbe essere la Slovenia, a Krsko, dove si trova la più vicina, vecchia e pericolosa centrale atomica d’Europa.

Comitato referendario VOTA SI per fermare il nucleare, Urban Code, Ass. perm. contro il rischio chimico, Cso Rivolta PVC, Lab. Morion, S.A.L.E. Docks, Ass. Gabriele Bortolozzo, Centro Giovani Dedalo Mira, Coordinamento studenti universitari Venezia.

Programma:
Sabato 4 Giugno, Marghera: live painting di graffiti writing in Piazza Mercato, sui muri della Biblioteca.
Iniziativa e banchetti a sostegno della campagna contro il nucleare e per l’acqua bene comune.
Live music and dj set con Big Mike e dj Rumble.

La verità sulla Vinyls: operai presi in giro e umiliati per favorire speculazioni immobiliari

25 maggio 2011 Nessun commento

I lavoratori della Vinyls di Porto Marghera desiderano fare chiarezza sulla loro posizione attuale a dispetto degli accordi e delle notizie ufficiali che provengono dal ministero piuttosto che dai commissari o dalle istituzioni locali.

Siamo in Cigs da due anni e abbiamo messo in atto la protesta più determinata e civile d’Italia ottenendo che da quattro mesi siamo senza stipendio per mala gestione delle casse aziendali da parte dei commissari straordinari; alcuni di noi vengono utilizzati per mantenere i presidi di sicurezza degli impianti fermi oltre che quelli in funzione, come il trattamento delle acque e l’inceneritore, inceneritore che serve a bruciare sfiati anche provenienti dagli impianti Eni del petrolchimico. Su questo aspetto c’è da precisare che malgrado l’accordo fatto al ministero del lavoro insieme alla Regione, che prevedeva una integrazione salariale per questi lavoratori a partire dalle 80 ore mensili e che avrebbe dovuto partire dal mese di aprile, si è scoperto che questo partirà invece dal mese di maggio!

Tutto ciò a conti fatti si tradurrà nel lavorare su impianti chimici ad alto rischio in Cassa integrazione + 2 Euro all’ora, precedente unico in Italia. L’ulteriore proroga di tre mesi della gestione Vinyls senza cassa richiesta dai commissari straordinari (avv. Pizzigati, avv. Simeone e ing. Appèddu) e accolta dal ministero, non è propedeutica alla svolta del rilancio industriale auspicata dai lavoratori e promossa dal ministro Romani nel dicembre scorso, quando annunciò l’interesse d’acquisto per il fondo Gita, ma è propedeutica al fallimento e alla chiusura senza alternativa alcuna.

Ciò dimostra che, mentre in Francia e Germania assets come quelli del cloro-pvc vengono mantenuti insieme a quelli della chimica verde, che già si fa, incrementando l’occupazione, economia sana e Pil, in Italia mentre si chiacchiera molto l’industria chiude prendendo in giro i lavoratori, i cittadini, e mettendo alla fame le loro famiglie non ultimo istigando al suicidio nei casi umani più deboli e disperati, che sono reali!

I lavoratori della Vinyls, umiliati da queste azioni istituzionali premeditate alla chiusura del ciclo del cloro a Marghera e finalizzate alle speculazioni sulle vaste aree ex industriali, chiedono che questi mesi di proroga prima del baratro vengano spesi per dare un ricollocamento adeguato e dignitoso ai lavoratori e non si continui la presa in giro messa in atto fino ad ora. I lavoratori della Vinyls chiedono che i sindacati nazionali prendano una dura posizione su questa vergogna nazionale.

I lavoratori Vinyls Porto Marghera

FONTI:
Lettera dei lavoratori Vinyls a IlGazzettino.it di mercoledì 25 Maggio 2011. 

Categorie:Aziende, Lavoro

Il primo impianto ad idrogeno a Fusina

12 luglio 2010 1 commento

Inaugurato oggi, 12 luglio 2010, a Fusina (Venezia) il primo impianto al mondo per produrre energia elettrica e calore “di dimensioni industriali” interamente alimentato a idrogeno. Ad annunciarlo è Enel, che illustra il funzionamento dell’innovativa centrale a ciclo combinato alimentata a idrogeno di Fusina, che ha richiesto un investimento complessivo di circa 50 milioni di euro.

L’impianto, che sorge nell’area della centrale Enel “Andrea Palladio” adiacente al Petrolchimico di Porto Marghera dal quale riceve idrogeno generato come sottoprodotto del ciclo produttivo, ha una potenza di 16 MW totali. Consiste in un ciclo combinato alimentato con idrogeno per produrre energia elettrica e calore, sviluppando una potenza di circa 12 MW. Il rendimento del ciclo viene aumentato sfruttando il calore presente nei fumi di scarico per produrre vapore ad alta temperatura che, inviato alla vicina centrale a carbone, genera ulteriore energia per una capacità aggiuntiva di circa 4 MW.

La centrale, che utilizza 1,3 tonnellate di idrogeno all’ora, ha un rendimento elettrico complessivo pari a circa il 42 per cento, è sostanzialmente priva di emissioni di ogni tipo. L’energia prodotta, pari a circa 60 milioni di kWh l’anno, sarà in grado di soddisfare il fabbisogno di 20mila famiglie, evitando di rilasciare in atmosfera di oltre 17mila tonnellate di CO2.

L’impianto sperimentale ad altissima efficienza si colloca nell’ambito dei progetti di Hydrogen Park, il Consorzio nato nel 2003 su iniziativa dell’Unione Industriali di Venezia, con il sostegno della Regione Veneto e del ministero dell’Ambiente per circa 4 milioni di euro, allo scopo di promuovere nell’area di Porto Marghera lo sviluppo e le applicazioni delle tecnologie dell’idrogeno nel settore del trasporto e della generazione. Tra gli obiettivi dell’impianto sperimentale c’è soprattutto la valutazione dei costi della tecnologia a idrogeno, che a oggi non risulta ancora competitiva con i prezzi dell’energia elettrica prodotta con le fonti fossili.

Categorie:Ambiente, Aziende, Fusina

Argo 16

20 aprile 2010 Nessun commento


Argo 16, il Mossad a casa nostra.

È il 23 novembre del 1973. Sono le sette del mattino. Argo 16, un bimotore dell’Aeronautica Militare appena decollato da Venezia, precipita sullo stabilimento Montefibre a Porto Marghera. Quattro i morti, tutti i componenti dell’equipaggio.

Un guasto? Un banale incidente?

Meno di un mese prima lo stesso aereo, l’aereo di Gladio, e lo stesso equipaggio, avevano condotto in salvo a Tripoli due palestinesi, in carcere perché coinvolti in un attentato sventato a Fiumicino: un commando in procinto di lanciare missili Strela contro il velivolo che trasportava il premier israeliano Golda Meir, era stato bloccato da agenti del Mossad e consegnato ai servizi segreti italiani.

Secondo il giudice veneziano Carlo Mastelloni che ha indagato sul caso, l’incidente capitato ad Argo 16, potrebbe essere frutto di un sabotaggio israeliano. La sentenza, nel 1999, stabilì diversamente. Ma la tesi è affascinante nonché piuttosto credibile.

Una ritorsione, un avvertimento, un messaggio. Non solo per la liberazione dei due palestinesi, ma per il “lodo Moro” nel suo complesso, l’intesa partorita in quel periodo tra Italia e Olp per consentire al nostro Paese una sorta di immunità dagli attentati in cambio di un di lasciapassare al trasporto di armi ed esplosivi palestinesi attraverso l’Italia.

L’episodio viene ricordato in un libro appena uscito, Mossad, base Italia, autore Eric Salerno, inviato speciale de Il Messaggero in Medio Oriente. (Il Saggiatore, 262 pagine, 19 €).

Il libro, che si basa sulle confidenze di un ex agente del Mossad, alza il velo sulla lunga storia di appoggi e relazioni tra servizi segreti italiani e israeliani (ottime se si esclude qualche incidente, vedi Argo 16) lungo tutto l’arco della storia repubblicana. Si inizia dall’incontro con Alcide De Gasperi durante il quale Ada Sereni ottiene che l’Italia «chiuda un occhio, e anche due, sulle nostre attività». Si passa attraverso gli attentati dell’Irgun nel primo dopoguerra contro gli inglesi, colpevoli di ostacolare l’immigrazione ebraica in Palestina: bombe carta esplodono anche a Padova e a Venezia, in piazza San Marco davanti all’ambasciata britannica. C’è l’affondamento nel porto di Bari della motonave Lino che stava trasportando armi alla Siria. E poi l’arruolamento di ex fascisti della X Mas, i contatti col Vaticano, l’utilizzo di ex nazisti come agenti in Sud America. Tutto quello che è servito (laicamente) alla nascita e alla costruzione militare dello Stato di Israele.

Una storia in buona parte ancora tutta da scrivere. Perché se sono ormai chiare le vicende degli anni Quaranta e Cinquanta già con gli anni Settanta si entra in campo minato, in un porto delle nebbie dove l’intreccio tra terrorismo nostrano e conflitto mediorientale è tutto ancora da dipanare, dove verità e depistaggio si confondono. Verità che probabilmente non conosceremo mai. Perché, come ha scritto John Le Carré: “Solo Dio sa tutto, e lavora per il Mossad”.


FONTI:
scritto da Luca Barbieri, pubblicato il 14 aprile 2010 nella rubrica Nord Est di che… di CorrieredelVeneto.it.