Piccola canzone per Marghera
Piccola canzone per Marghera
di Maurizio Mattiuzza.Sono occhi aperti su di un
passato vivo, che insiste
le finestre dei palazzi anni sessanta
di Mestre
la sirena, che alla sera,
cambiava il turno alle vite
della gente di Marghera
penso alla giacca
di tuo padre,
che terrai nascosta in qualche
baule
e che a toccarla
suda ancora la nebbia
e la rabbia, racconta
il male
di uomini a cui hanno rubato l’aria
come a pesci in un canale
eppure a loro, sai, sembrava già mare
aperto
quest’ insabbiarsi della laguna,
la fortuna
del posto in fabbrica, del tavolo
di formica, la stoffa di un divano
portato a spalle con gli amici
fino al quinto piano
lungo le scale
di una bella domenica di sole
un vento traditore adesso
li disperde dimagriti a mucchi
lungo le rive del Brenta
tra quelle cartelle cliniche
anonime
in cui scorre via veloce
la storia di chi muore senza
avere voce
ho letto e riletto molte volte questa poesia e ogni volta l’incalzare dei sentimenti scaturiti dal testo ha finito per travolgermi…grazie Maurizio per questa pagina memorabile!!!
Bella poesia! Penso che anche la canzone “Sesto San Giovanni” dei Gang pur essendo stata scritta ispirandosi ad un’altra città ben rispecchia la realta’ di degrado industriale di Marghera.