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Lotte operaie e problema dell’organizzazione: Luglio ’68 – Febbraio ‘70

11 marzo 2009 Nessun commento

Questo opuscolo è stato scritto nel Febbraio del 1970, introduce il discorso sul rifiuto del lavoro come terreno d’organizzazione operaia.

Dopo il luglio ’68, una verifica di massa.
Nel periodo che va da luglio a novembre ’68 ciò che maggiormente colpisce è la comunicazione di tutte le fabbriche di Porto Marghera delle forme di lotta: picchetti durissimi, blocco degli impiegati.
Dopo 9 giorni di sciopero, gli operai occupano la fabbrica; alla SAVA si tengono fuori gli impiegati e ci si scontra con la polizia. A Porto Marghera la critica ai sindacati è fortissima.

Aprile-Maggio 1969: le lotte di reparto e il problema dell’unificazione.
La lotta di reparto come primo momento di organizzazione operaia, si passa dalla lotta guidata dal sindacato a quella organizzata autonomamente.
Gli obiettivi sono: salari elevati, riduzione dell’orario di lavoro, parità normativa con gli impiegati.
In tutta Porto Marghera viene avanti la lotta: numerosi reparti e interi stabilimenti si mettono in agitazione, formulano richieste decise autonomamente e che si indirizzano su: salario ed orario.
La lotta alla Fiat di Torino è il punto di riferimento e di effettiva organizzazione operaia.

Le lotte contrattuali.
Gli operai di Porto Marghera trovano nelle lotte dei compagni della Fiat e nei loro obiettivi autonomi una formidabile riconferma della disponibilità politica delle avanguardie.
Nelle fabbriche stà montando una rabbia senza precedenti e proprio la scarsa partecipazione ai picchetti ed il boicottaggio di una manifestazione, che doveva essere il trionfo del sindacato, stanno a significare un rifiuto sempre più generalizzato degli obiettivi della gestione sindacale delle lotte.

La nuova faccia del sindacato.
Il volto del sindacato in queste lotte contrattuali è completamente mutato. Il suo nuovo compito è di recuperare un controllo tattico del comportamento operaio.
Il sindacato parte dall’autonomia operaia e la assume, per poi tentare di battere qualsiasi progetto di organizzazione politica di classe, di unificazione dei settori in lotta su obiettivi d’attacco.